6 Giugno 2019: una serata tra musica e cultura per l’Aismac e le “sue” malattie rare

Mea culpa.
Lo ammetto, per permettervi di organizzarvi al meglio, sarebbe stato opportuno parlarvene prima, dal momento che è un evento in programma per questa sera. Ma troppo spesso mi perdo nella gestione del tran tran quotidiano, mannaggia! 😥 Proprio quello che cerco di evitare con tutte le mie forze….
Ma, premesso questo, ci tengo comunque a presentarvi il concerto di sensibilizzazione organizzato per le ore 21,00 odierne da CRESSC Torino ed AISMAC, con la partecipazione dell’acp, associazione cori piemontesi, presso l’EDUCATORIO della PROVVIDENZA – SALA ORPHEUS di Corso Trento 13 a Torino.
Sensibilizzazione sì, ma è, al contempo, un’importante occasione formativa e conoscitiva, in quanto sono contemplati anche gli interventi di medici specialisti, in primis il neo primario della neurochirurgia delle Molinette il prof. Diego Garbossa, di solidarietà, perché il ricavato della serata, ad ingresso ad offerta, verrà destinato all’Aismac per portare aventi e far nascere nuovi progetti per i pazienti affetti da Chiari e/o Siringomielia e, infine, di cultura grazie al concerto del Coro Rosamystica.
Tutto in una serata e tutta una serata per la ricerca su Chiari e Siringomielia.

Il programma del concerto spazierà da musiche rinascimentali di Byrd, Palestrina, Gallus, Hassler, da Vittoria, al romanticismo di Rheinberger, a brani contemporanei di Sentinelli, Bersani e De André.

Io ci sarò, e voi?!?

Festa della mamma tra magia, musica ed impegno sociale

Oramai lo sapete, mi piacciono tantissimo i regali pensati con amore e legati alla cultura. In questo caso c’è anche un importante valore aggiunto, considerando che viviamo in uno Stato in cui ci sono grosse difficoltà a cogliere ed affrontare le realli priorità: lo scopo benefico.

Domenica 12 Maggio 2019
alle ore 16,30
c/o il Salone delle Feste
Via Moncenisio 5 – Pianezza (To)
L’A.S.D SOL LEVANTE KARATE presenta
“Note Magiche – Talent di musica e magia”

Il ricavato della serata, che prevede l’ingresso ad offerta libera, verrà devoluto alle associazioni: AISMAC, Aiutiamo “La stella” a brillare e Progetto Giada.

Trascorrere del tempo con le persone care, aiutando associazioni che realmente supportano, sul territorio, i malati e le loro famiglie e potendo assistere anche ad uno spettacolo molto originale: credete davvero che ci possano essere regali migliori per le vostre mamme?!?

Le Nuove Museo del Carcere: una ricchezza da conoscere e preservare

È una realtà museale che conosco molto bene. È un mio appuntamento annuale fisso e, in occasione di eventi particolari, lo visito anche più volte in un anno. È la prima volta, però, che ci vado il 25 Aprile, perché di norma partecipo alla commemorazione al Martinetto, ma quest’anno ho voluto cambiare.

Le Nuove, trattandosi di una struttura carceraria e non di un canonico museo, è visitabile solo in orari prestabiliti e con visite guidate (per info ed orari visitate il sito). Le guide, come tutto il personale che gestisce la struttura, per la quale pagano un affitto al Comune di Torino, sono volontari dell’associazione Nessun uomo è un’isola.

Questa volta ho incontrato Giancarlo, pensionato che ha lavorato nel carcere come elettricista di un’azienda esterna alla struttura. È stata una splendida sorpresa. Nonostante non fosse la mia prima volta, è riuscito a stupirmi con curiosità ed aneddoti che ancora non conoscevo, coinvolgendo sia me che tutti gli altri visitatori con una narrazione estremamente appassionata e con enfasi da teatrante. Mi sono rivista in lui durante le mie esperienze di guida volontaria FAI e mi sono chiesta se anche chi ascoltava me si sentiva così magicamente rapita.
Purtroppo, però, sembra tirare una brutta aria: innanzitutto il Comune, da una richiesta quinquennale degli affitti, ha deciso per un pagamento mensile, come se si volesse riservare l’opzione di disdire il contratto di locazione in qualsiasi momento.

Se non lo sapete, su sei bracci, più uno centrale, della struttura carceraria originaria, è possibile visitare solamente i primi tre perché il 4′, il 5′ ed il 6′ sono già stati ristrutturati e completamente snaturati per utilizzarli come uffici comunali. In una città in cui i fabbricati fatiscenti ed in disuso sicuramente non mancano (cito, ad esempio, il complesso costruito per le Olimpiadi Invernali del 2006 e sito in Via Bologna angolo Via Novara, ndSmicol), è stato scelto di toglierci un pezzo di storia. Chi impedirà loro di continuare a farlo?

Pensate anche alla fatica dei volontari di Nessun uomo è un’isola, i quali devono portare sulle loro spalle la gestione della struttura ed il perdurare della nostra memoria storica. Purtroppo non sono tanti e, soprattutto, sono principalmente pensionati. Non c’è ricambio generazionale.Come possiamo puntare i piedi e salvaguardare il nostro patrimonio storico, culturale ed architettonico? Con semplici passi, perché le grandi vittorie si ottengono con tanti piccoli successi, come un puzzle:
. innanzitutto visitando il museo e partecipando ai loro eventi: conoscerlo fa bene a noi e permette alla struttura di continuare a vivere (fa parte del circuito Abbonamento Musei Piemonte, ndSmicol)
. facendo il passaparola ed invitando anche altre persone a visitarlo
. partecipando attivamente come volontari per portare avanti i principi de Nessun uomo è un’isola. Ne avete la voglia e la forza? Cliccate qui
Insieme ce la possiamo fare.

E così, “Non è solo una partita” ?!!

Sono per lo meno due decenni che non solo non seguo il calcio, ma sono portata a tagliarmi fuori da qualsiasi discorso che lo riguardi.
Ma, dopo gli striscioni laziali di alcuni giorni fa, non posso che fermarmi un attimo e riflettere.
E mi sto riferendo alla pubblicità che in questi giorni, sfortunatamente, vediamo in tv ed ascoltiamo in radio.
Jubentus-Inter.
Questa sera.
Entrambi gli spot si basano su:
“Non è solo una partita”.
Eh no, cari miei, state passando il messaggio sbagliato.
È solo una partita.
Che poi, la foga del tifo assegni a questi 90 minuti tutta una serie di significati che non ha, è tutto un altro discorso.
Se la vostra squadra perde, dispiacetevi, ma non infervoratevi, non siate aggressivi.
Tifate, appassionatevi, ma ricordatevi che la bellezza del gioco è proprio legata al concetto che è solo una partita.
Quando la partita è finita e gli avversari hanno guadagnato i 3 punti, NON È UNA VOSTRA SCONFITTA. Vi siete distratti, avete seguito due tempi che, seppur deludenti, vi hanno permesso di estraniarvi dai vostri problemi, dalle difficoltà quotidiane che dovete affrontare.
Adesso tiratevi su le maniche e giocate voi perché la vostra esistenza non è un gioco, è la vostra vita a non essere solo una partita.

È per te, “bigliettaia” del Museo Diffuso della Resistenza

Storie di ordinaria pazzia. O insoddisfazione. O repressione. O semplicemente maleducazione.
Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, per quanto mi riguarda, ha questo primato negativo: personale in biglietteria scortese. Mi è capitato ben 2 volte in 3 visite fatte.
Sarò particolarmente sfortunata?
Può essere.
Sarà la stessa persona ambo le volte? Lo spero, altrimenti hanno grossi problemi nella selezione del personale. Comunque, proporrei di cambiarle mansione.
Questo post è per te, bigliettaia:
posso capire che anche tu puoi avere le tue giornate negative, che lavorare con il pubblico non è facile, che consideri un peccato dover lavorare i giorni di festa non potendoli condividere con i tuoi famigliari…
Posso capire tutto, ma non posso giustificarti. In che modo, trattar male me, fa star meglio te?
Non mi tirerai nella tua battaglia del malcontento, ti risponderò sempre con un sorriso, anche sarcastico.
Devi però essere consapevole che tu sei la prima persona che incontriamo entrando al Museo e, se tu mi tratti male, mi spingerai a darne un riscontro incrinato dall’amarezza, anche se ha un allestimento di tutto rispetto come il Museo Diffuso della Resistenza di Torino.
Punto.

25 Aprile fuori casa perché, ricordando insieme, si cresce di più

Restare nel proprio nido domestico dà sicurezza, ma l’eccessiva protezione porta all’isolamento in una prigione ovattata.
Impariamo a vivere la terra come la nostra grande casa e a frequentare l’intera umanità come la nostra immensa famiglia (in fondo, in ogni famiglia, c’è sempre una zia stravagante,un parente che non sopportiamo..e via discorrendo, ndsmicol) ed usciamo da queste quattro mura che delimitano la nostra comfort zone.
Qualcosa accadrà.
I pessimisti penseranno sempre al peggio, gli ottimisti vedranno il bello ovunque. Io penso di stare nel mezzo, a galleggiare nel liquido che riempie per metà il bicchiere e dico: “voi uscite e quel che accadrà sarà la vita 😊”
Domani è il 25 Aprile e mi sembra un’ottima occasione per ascoltare il mio suggerimento 😉
[Per il programma degli eventi organizzati a Torino clicca qui]

23 e 24 Marzo: Giornate FAI di Primavera edizione 2019

Scarica l’elenco dei beni aperti in formato pdf

Sono una volontaria FAI a riposo forzato.
Questo non vuol dire, però, che rimarrò lontana dai beni che, grazie al FAI ed agli splendidi volontari che vi fanno parte, saranno straordinariamente aperti questo fine settimana in occasione delle Giornate FAI di Primavera. Li vivrò da avventrice e mi farò guidare dai racconti appassionati delle guide che si occuperanno di accompagnare i gruppi a scoprire bellezze altrimenti inaccessibili.
Fate come me: scaricate il pdf con l’elenco dei beni aperti ed organizzate il vostro percorso.
…ed io punto di tornare presto abbastanza in forma per ricoprire di nuovo il ruolo di cicerone 🤗