Ekodanceproject interpreta TCHIAKOVSKY – Balletto

Ho già parlato del teatro Marchesa, la piccola realtà di Corso Vercelli, un punto di riferimento per i cittadini di Barriera di Milano e non solo.

E’ gestito dalla Compagnia di Danza l’Araba Fenice, i cui componenti, in primis il direttore artistico Renè Cosenza, si impegnano con estrema dedizione e passione per proporre un cartellone ricco di proposte interessanti ad un costo accessibile (i biglietti della stagione 2015/2016 sono fissi a 7 euro per l’intero e a 5 euro per il ridotto).

Il 10 Aprile ho assistito alla replica domenicale di “SERATA TCHIAKOVSKY” (con i ballerini di “Ekodanceproject”, con la coreografia di Mats Ek e la regia e messa in scena di Pompea Santoro), spettacolo di danza basato su un estratto da “Il Lago dei Cigni” nel primo tempo e su un estratto da “La Bella Addormentata” nel secondo.

Il coreografo ha rivisitato in chiave moderna entrambe le storie, rendendole piacevolmente “nuove” e più vicine allo spettatore.

Andiamo per gradi …

Per chi non conoscesse la trama de “Il Lago dei Cigni” può andare su : www.informa danza.com

Nella rivisitazione di Mats Ek che ho potuto apprezzare domenica, il principe ha un incontro/scontro con un gruppo di cigni che lo aiutano nel percorso di raggiungimento di sé. Già questo è un taglio molto lontano da quello originale, ma sono da sottolineare anche altre due scelte che potrebbero sembrare azzardate ma risultano molto ben riuscite: innanzitutto considerare i cigni come genere animale, impiegando quindi sia ballerine che ballerini e renderli sgraziati perché si trovano sulla terra ferma anziché splendidi ed aggraziati sulla superficie acquatica.

I ballerini, pur essendo ancora giovani e non ancora approdati nell’ambiente professionistico, sono stati bravissimi. Dolcemente e splendidamente aggraziati nell’essere impacciati. I ragazzi, in tutù bianco, hanno seguito abilmente le loro colleghe donne.

Della storia originale non vi è alcunché, è vero, ma ci si dimentica subito delle diversità perché lo spettacolo coinvolge ed appassiona come può fare solo una storia nuova, ben ideata e rappresentata.

Per quanto riguarda Aurora, protagonista de “La bella addormentata” nonché del secondo tempo dello spettacolo, è un’adolescente che si trova invischiata nel mondo della droga e, anziché con il conosciutissimo fuso, si punge con l’ago di una siringa e si addormenta. Qui entra in scena un principe azzurro moderno, che blocca l’azione del cattivo, la bacia e la fa innamorare di sè. Anche in questo caso i ballerini hanno dimostrano una grande bravura e l’idea di tenere in platea il principe azzurro per farlo intervenire con una battuta urlata contro l’antagonista/droga è d’effetto. Pur essendo lo spettatore consapevole che si tratta di un espediente scenico, ha l’impressione di un non so che di veridicità. Sente che il principe azzurro è “uno come lui”.

Anche in questo caso la diversità dall’originale non è un problema perchè si mantiene l’escursus della storia ambientadola e riattandola ai giorni nostri, mantenendo una linearità della storia senza forzature.

Anche questa volta sono uscita dal Teatro Marchesa soddisfatta di ciò che ho visto.

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