Un nuovo inizio

Alla potenza destabilizzante di un trasloco non ci si abitua mai, neppure se nell’arco della tua vita ne fai diversi.
Caos, disordine fisico e mentale, nonostante le migliori intenzioni e la migliore organizzazioni (a meno che non si abbia la disponibilità economica per lasciare il “lavoro sporco” a chi di dovere, facendo un bellissimo viaggetto,partendo e lasciando la vecchia casa ancora in piedi per ritornare ed entrare direttamente in quella nuova già in ordine). Sotto trasloco tutto gira intorno al cambio di casa, la vita diventa quasi monotematica e, se non puoi neppure prenderti un po’ di ferie, non ti rimane il tempo per null’altro. Come se si vivesse in un limbo in cui il momento peggiore è smantellare la casa vecchia.
La fase di chiusura è complicata, poco entusiasmante, devi scegliere cosa salvare e cosa buttare del tuo passato. Ci sono ricordi dei quali proprio non vuoi mantenere traccia e, non si sa come mai, se ne trovano sempre tantissime disseminate nei posti più impensati. Poi, ci sono tracce che non vorresti abbandonare, anche se tutti intorno a te ti dicono il contrario. Allora devi capire a chi dare ascolto, se al tuo cuore o a chi ti sta vicino.
Poi la fatica fisica, ma questa è la fase che creare meno problemi. L’organizzazione operativa permette di mantenere la testa impegnata.
Poi ti ritrovi di nuovo nel caos, per di più in un ambiente che ancora non è tuo. Non trovi niente, tutto è nel posto sbagliato, vuoi creare un nido funzionale, ma ti sembra che qualsiasi scelta tu faccia sia quella sbagliata. Poi ti guardi intorno con una serenità che fino ad un secondo prima non avevi e l’inizio ti si palesa come i fari nella notte ad un animale selvatico e tutto sembra rasserenarsi. Il caos non è un problema, sai che si sistemerà, lo sistemerai. E, se le scelte che farai non andranno bene, sai perfettamente che le potrai correggere e tutto sembra più bello.
Poi ci sarà un momento in cui, anche se dentro casa non avrai ancora un ordine perfetto, anche se molti intorno a te si stupiranno che tu abbia ancora qualche scatola da liberare, per te il disordine non sarà un problema, inizierai a guardarti intorno e riprenderai la tua vita “normale”, fatta di esperienze al di fuori della casa e del lavoro, accumulando nuovi oggetti che renderanno il TUO nido quelle quattro mura. Con l’incondizionata speranza che ciò che il futuro ti riserva sia meglio di ciò che emerge dal passato, confidando che le ferite che dovrai subire siano, alla fine dei conti, minori delle tue risate.
Ma ti ricordi anche che, in questa parte del gioco, hai un ruolo anche tu.

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