“Nothing is real”: tra mostra ed emotività

Poche ore, ma molto stimolanti.
Qualche anno fa ho scoperto le bellezze del MAO (Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11 – Torino), con un allestimento perenne veramente ben curato e le cui temporanee non mi deludono mai.
Nothing is real” è evocante e suggestiva giá nella scelta del titolo, poi mi incuriosiva perché focalizzata sui Beatles. Non sono una fan del gruppo londinese, ma conosco le canzoni piú famose, sapendole anche canticchiare. Il mio legame con i 5 baronetti è principalmente affettivo; ogni volta che li sento citare o ascolto una loro canzone, penso automaticamente a mia cognata, lei suona le percussioni ed è una delle voci dei Dig It – Cover Band Beatles, cover band dei Beatles dalle indubbie capacitá.
Prima di farmi entrare alla mostra, l’addetta al controllo dei biglietti mi ha invitata a visitare anche la mostra fotografica “parallela” intitolata “KUMBH MELA” (dal 18 Giugno al 2 Ottobre 2016, l’ingresso è compreso nel biglietto del museo), dedicata all’India. Adoro le mostre fotografiche ed il mio pensiero è molto vicino a quello orientale, anche se non è collocabile completamente in nessuna forma di pensiero filosofico-religiosa. Per cui, senza farmelo ripetere, mi dirigo inizialmente verso la mostra fotografica. Mentre osservo quei visi, i corpi nudi cosparsi di cenere dei Sadhu, qualcosa risuona in me.

Paolo Donalisio 2

La mente ritorna anche ad un intervento ascoltato in mattinata in “Miracolo italiano” su Radio2 con l’autore di “Il fascino del mistero della scarsità”: ossia il valore che assumono le cose, nel loro essere rare. Penso alla non necessità di accumulare cose, soprattutto se a spingerci è il “ce l’hanno tutti”. La necessità che abbiamo di appartenere al “branco”, possedendo tutto ciò che i più hanno, altrimenti veniamo isolati. Ripenso al mio nuovo nido di appena 45m quadrati che, anche nel suo essere raccolto, mi dona estrema serenità (anche grazie al suo essere pulibile in poco tempo 😀 ); come mi aggrappo alla mia scelta di qualche anno fa di non possedere più la televisione. Scelta liberatoria, essendo un bene sopravvalutato in quanto crea più dipendenza della libertà che regala.
In questa piccola temporanea inaspettata, ho anche scoperto un fotografo che fino ad oggi ignoravo completamente: PAOLO DONALISIO. Le sue foto sono splendide, evocative, coinvolgenti. Voglio conoscerlo meglio.
Alla fine della mostra ho fatto un giro nel Book’s Shop del MAO,nella speranza di trovare qualcosa su Donalisio.Il nulla; ma, appena prima di uscire, mi cade l’occhio su un cofanetto libro+DVD: “The Good Life” di Nicolò Ammaniti.
Non l’ho mai letto un suo libro,ma mi viene subito in mente lui. “Ammaniti è uno degli
scrittori che apprezzi maggiormente vero?” Probabilmente,se la nostra storia fosse andata avanti avrei letto uno dei suoi libri che avevi tu.
Dopo la rottura non sono mai riuscita a comprarne uno,leggerlo sarebbe stato come creare un ponte trame e te come se non ce fossero già abbastanza.
Ho riposto il cofanetto e sono uscita.
Non potevo immaginare una conclusione maggiormente evocativa, creata sull’onda dell’emotivita’.

Un pensiero su ““Nothing is real”: tra mostra ed emotività

  1. Pingback: Dig It – Beatles cover band alle Notti del Luppolo a Ciriè – smicol

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...