Quando Crema chiama…

Sono salita in macchina da Almenno San Salvatore per raggiungere il castello-palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda. Questa volta il navigatore mi ci stava portanto (il mio rapporto con la tecnologia non è così tremendo…ogni tanto gli apparati tecnologici che utilizzo fanno ciò che voglio io 😉 ), ma le indicazioni stradali mi hanno condotto altrove. Mi spiego meglio…al primo cartello per Crema ho pensato “mmmm Crema, chissà com’è”; al secondo cartello ho pensato “Dalla cartina non mi sembrava che Crema fosse così vicina”; al terzo cartello ho iniziato a chiedermi se Crema facesse provincia a se o se fosse sotto Cremona (la mia ignoranza a livello geografico è talmente disarmante, che riesco a ridurre viaggiando. Giustappunto, adesso so con certezza che Crema è in provincia di Cremona 😀 ); al quarto cartello, ad una decina di minnuti da Brignano Gera d’Adda, ho deciso di girare per Crema e di staccare il navigatore.
Purtroppo questa dievazione ha contemplato un incremento del viaggio di circa mezz’ora, ma quando Crema chiama non si può ignorare la chiamata.
In zona centro tutti i parcheggi sono a pagamento, pari ad 1 euro/ora, ed io, in una botta di ottimismo, metto nel parchimetro 3 euro e mi incammino verso il centro. E ciò che vedo mi piace molto (adoro i chiostri ed l’angolo che vedo per primo dei portici che affacciano sulla piazza del Duomo hanno un non so che di chiostro).

Crema 3

La facciata del Duomo è veramente stupefacente.

Crema 4

Purtroppo però il Duomo è chiuso, per cui mi sono seduta su una delle panchine sotto i portici e ne ho approfittato per mangiarmi i panini che mi sono fatta nel B&B (questo aspetto dei miei 3 giorni a zonzo al risparmio non lo avevo affrontato…i 25 euro a notte con prima colazione si sono trasformati in una mezza pensione perchè Cinzia, la titolare della struttura, è particolarmente generosa nel fornire le cibarie per la colazione, sia con il dolce che con il salato. Essendo io un’italiana doc, per me la colazione è rigorosamente dolce e pertanto ho sfruttato il pane ed i salumi forniti da Cinzia per farmi i panini per i pranzo) gustandomi con il palato ciò che mangiavo e con gli occhi ciò che guardavo.
Visto che, nonostante il pranzo, il Duomo continuava ad essere chiuso, mi sono incamminata per quella che mi è parsa la via principale del centro storico. Tutto chiuso e la via è una strana via di mezzo tra una via “normale” ed una via da centro storico. Uno strano “nè carne e nè pesce”.
Mi fermo in un bar, prendo una crema al caffè, ne approfitto per controllare su internet un paio di informazioni sulla città e, quando vado a pagare, chiedo al barista “Sono una turista, cosa mi consiglia di visitare a Crema?”.
Lui, candidamente, mi risponde “A Crema non c’è nulla da vedere”
Probabilmente, vedendo l’espressione un pò interdetta che si è dipinta l mio volto, si sente in dovere di specificare che Crema non è una città turistica.
Gli chiedo delucidazioni sul museo civico di cui ho letto mentre mi bevevo la crema al caffè e lui mi ha fornito delle informazioni molto stringate per raggiungerlo, come se non ne valesse realmente la pena di andare a visitarlo.
Pago, lo ringrazio e seguo le sue dritte (…ho ancora più di due ore di parcheggio pagate e non voglio farmi demoralizzare…) ma, in effetti, ciò che vedo mi dice che mi ha detto il barista non era propriamente sbagliato.

Crema 5

Pochissima gente in giro e credo che siano tutti residenti.
Prima di arrivare alla svolta a destra per il museo, mi ritrovo a sinistra la piazza del Duomo, che adesso risulta aperto. Allora giro a sinistra. Così come è sontuosa e ricca la facciata, l’interno è povero e semplice: lontano dall’idea che si può avere di un Duomo. Pur non essendo credente, prima di percorrere la navata di destra per poi ritornare all’ingresso da quella di sinistra, mi piace sempre sedermi in uno dei banchi al fondo della chiesa per poter osservare l’altare, i soffitti e gli affreschi con la visuale per cui sono stati studiati e creati, quella del credente. Di norma, così seduta, ne approfitto anche per riflettere un pochino. Gli ambienti sacri, per lo più, mi aiutano a conciliare alcuni pensieri. Alcune volte tiro addirittura fuori il block notes che tengo sempre in borsetta e scrivo qualche appunto. Qui non succede, come se ci fosse qualcosa che stona. E’ la prima volta che una chiesa non mi porta ad innalzare i miei pensieri ma, anzi, sembra li voglia inaspettatamente e saldamente ancorare alla terra. L’unico aspetto che rapisce la la mia attenzione è la finestra circolare posta sopra l’altare che, grazie ai vetri colorati, raffigura una colomba. Beella ma, anche in questo caso, le mie emozioni non iniziano il loro virtuale volo.

Esco e mi dirigo verso la macchina. Guardo il cellulare ed è trascorsa solo un’ora: ho esagerato con il pagamento del parcheggio. Ma, a questo punto, vuol dire che ho ancora tempo per un’altra tappa prima di toranare al B&B.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...