“A messa con Leopold e Wolfgang” per MiTo Settembre Musica

violino
Coro e Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito
Frieder Bernius, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Marina Bartoli Compostella, soprano
Gabriella Martellacci, contralto
Baltazar Zúñiga, tenore
Emanuel Fluck, basso

A Torino ci sono più chiese che credenti praticanti.
La Chiesa di San Filippo (Via Maria Vittoria, 5) è però gremita di persone  in occasione dell’appuntamento di MiTo Settembre Musica “A messa con Leopold e Wolfgang”, in cui Mozart padre e figlio sono stati uniti e messi a confronto in un unico concerto.
Fino a ieri mi è capitato di assistere solo a spettacoli e concerti in chiese sconsacrate e devo ammettere che, mentalmente, mi ci sono approcciata in maniera differente. E’ come se parificassi in tutto e per tutto una chiesa sconsacrata ad un teatro “normale”. E’ emozionante stare seduta in una chiesa e poter osservare le magnificenze che mi circondano con Mozart in sottofondo, suonato e cantato dal vivo da sapienti artisti.
Nel mio osservare ciò che mi circonda (è una pratica che faccio molto spesso … non ne posso fare a meno) mi sono soffermata anche su coloro che mi circondano.
Al mio fianco c’è un uomo che avrà più o meno la mia età: è solo, come me. Strano. Gli osservo le mani: ha la fede. Ripeto: strano. Ho l’impressione che punti più a guardare i musicisti che ad ascoltare i brani che vengono suonati. Mmmmm … è probabile che sia qui perchè la moglie fa parte dell’orchesta o del coro. Dopo una ventina di minuti (il concerto è durato circa un’ora) comincia a cedere: si guarda le mani, i piedi, si appoggia al banco e qui il “probabile” si trasforma in certezza.
Sono una romantica cronica, forse è anche per questo che sono ancora single. Ho incontrato pochissimi uomini disposti a seguirmi nelle mie passioni solo per amore (spero di non sbagliarmi e che lei non lo abbia ricattato eheheheh 😀).
Vorrei incontrare anch’io la metà della mia mela, che mi renda felice venedomi a guardare quando sono in scena e che si dimentichi di quante volte ha guardato l’orologio solamente incrociando il mio sguardo emozionato che lo scorge in mezzo al pubblico alla fine dello spettacolo.

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