“Se fossi figa sarei una stronza” Eleonora Gandini

 

sefossifigasareiunastronza

 

“Quando arrivo sotto casa, passo circa tre quarti d’ora alla ricerca di un posteggio decente. A quest’ora, i posti buoni, sono stati già tutti presi. Sarà un pensiero ovvio, ma mi dico che la stessa cosa capita esattamente con gli uomini” (p.53)

La “mia” Sofia (Sofia, nel libro, è l’amica più cara della protagonista) ed io abbiamo esternato reciprocamente pensieri similari alla citazione che ho estrapolato da “Se fossi figa sarei una stronza” (CULT Editore 12 euro – acquistato a 3 euro in una bancarella di libri usati al mercato di Piazza Benefica) per un numero di volte tendente all’infinito (chissà se la “mia” Sofia, vista la sua laurea, approverà la mia similitudine matematica…).
E’ normale, lo so, immedesimarsi in ciò che leggiamo, nelle canzoni che ascoltiamo o nei film che guardiamo: soprattutto per noi donne. Fin dalle prime parole del libro della Gandini, però, mi è risultato molto più semplice che in altre circostanze sentirmi vicina a Letizia Zen, la protagonista della storia. I parallelismi sono tanti ed è bello ritrovarsi nelle parole scritte, leggere considerazioni che ho fatto nella vita reale, riflettendo “Ma allora non lo penso solo io!” e sorridere delle piccole/grandi manie che mi ricordano quelle dei miei affetti. Anche quei difetti che, pur avendone consapevolezza, solo leggendoli come particolarità di Letizia, sono riuscita ad analizzare e accettare perche’ la condivisione li rende meno virali.
Riesco anche ad essere piu’ disponibile con i miei “simili”, quando facciamo lo stesso percorso (..ma allora l’empatia esiste veramente 😀).

Consiglio la lettura di questo libro, soprattutto se sei una donna single, sopra i 30 anni, con un passato sentimentale incasinato e un presente non ancora acquietato, proprio come me.

Condivido un altro passaggio perchè, leggendolo, mi sono tornate alla mente alcune considerazioni che ho fatto in “Io, gli uomini e la city”:
“Forse avrei fatto meglio a vivere con la leggerezza e la superficialità di persone come Vittoria. Forse avrei fatto bene a comprarmi anche io un chihuahua, avrei fatto bene a tingere di rosa il mio mondo, che comunque si era rivelato finto. Se avessi costruito anche io un mondo di Barbie, decorato da Hello Kitty, nella tipica crisi che travolge quasi tutte le trentenni di oggi, forse avrei sofferto di meno e mi sarei divertita di più.” (p.127)
…ed i dubbi permangono…

Nel frontespizio interno della copertina, quello in cui viene riassunta in poche parole la vita della Gandini, c’è una considerazione che mi ha fatto sorridere ma che avrebbe la necessità di essere svelata, purtroppo solamente dall’autrice, ossia:
“…Da grande vorrebbe diventare la Jessica Fletcher “de noartri””.
Desidera diventare una scrittrice di fama mondiale, in età matura? Aspira a diventare una detective? Vuole seminare il panico, oblligando gli uomini a fare gesti scaramantici poco signorili al suo passaggio? 😀

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