“L’amico immaginario” Matthew Dicks

 

“Strano: gli insegnanti vanno all’universitá tutti quegli anni per imparare a fare i maestri, eppure alcuni di loro non imparano mai le cose più semplici. Come per esempio a far ridere i bambini. E fargli capire che gli vuoi bene” (pag. 15)

Sono particolarmente sensibile alle tematiche inerenti le disabilitá ma, leggendo “L’amico immaginario” di Matthew Dicks, ho trovato molto di più. Ho potuto avvicinarmi ad una storia avvincente, che tocca l’autismo con dolcezza e rispetto, senza banalitá e, per la prima volta nella mia vita, il tutto è narrato dal punto di vista di un “amico immaginario”. Che bellezza!
Il romanzo ha piacevolmente cullato alcune ore della mia vita, fornendomi validi spunti di riflessione e facendo germogliare in me nuovi quesiti, pronti per essere approfonditi.
Ve lo consiglio.

“A volte penso che le persone pulite e organizzate passano troppo tempo a programmare le cose e troppo poco a farle. Non mi fido delle persone pulite ed organizzate.” (pag.112)

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