“Ho appena ucciso mia moglie” Emmanuel Pons

Ho appena ucciso mia moglie

“…Un romanzo sconvolgente e a tratti durissimo, tra atrocità e ironia, tra tragico e grottesco, nel quale il male che è dentro l’uomo appare quasi “normale” e si confonde con una strana forma di amore” (Ultima di copertina)

L’assassino si conosce giá dal titolo (l’attore Gianfranco Ratti, quando interpreta un ipotetico giallista scandinavo nei suoi interventi comici a “Il ruggito del coniglio”, avrà preso spunto da quest’opera?), ma, non trattandosi di un giallo, questo non é un problema. Il libro inizia con l’omicidio giá avvenuto: è l’evento scatenante di tutta la narrazione, ma non ci è dato sapere com’è accadutoo, anche perchè il come non è rilevante per la storia.
Il racconto è narrato in prima persona dal protagonista/assassino, che l’autore ha chiamato come se stesso, in un susseguirsi di eventi quasi surreali, che hanno inizio con il desiderio di Emmanuel di confidare a qualcuno, degno di fiducia, quanto commesso … per dargli una “meritata” notorietá, in quanto “persona informata sui fatti”. Tutto prima di andare a costituirsi alla polizia.
Nulla peró andrá come progettato. Emmanuel scoprirá delle prioritá che non prendeva neppure in considerazione…anche grazie alla saggezza di un maestro di vita, sul quale sarebbe bello che tutti noi potessimo contare.
(Prezzo di copertina: 14 €, pagato 1€ nuovo su una bancarella in via Po)

“Un essere vuoto non si aspetta niente, quindi non è mai deluso. Un essere vuoto ascolta quello che viene detto e non lo paragona con quello che si sarebbe potuto dire. Un essere vuoto non può essere infastidito da una mania. Non la giudica. Un essere vuoto, infine, Emmanuel, permette all’altro di vedersi come in uno specchio. Questo altro, oh miracolo! comincia allora a cambiare. Non subisce più la pressione di un essere pieno, avverso, che disapprova. A poco a poco si lascia andare, vuotandosi a sua volta. Allora la vita di sue esseri vuoti uniti è un paradiso. Uno riempie l’altro, insieme ogni sera si vuotano. Emmanuel, è la magia della vita” (p. 128)

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