È per te, “bigliettaia” del Museo Diffuso della Resistenza

Storie di ordinaria pazzia. O insoddisfazione. O repressione. O semplicemente maleducazione.
Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, per quanto mi riguarda, ha questo primato negativo: personale in biglietteria scortese. Mi è capitato ben 2 volte in 3 visite fatte.
Sarò particolarmente sfortunata?
Può essere.
Sarà la stessa persona ambo le volte? Lo spero, altrimenti hanno grossi problemi nella selezione del personale. Comunque, proporrei di cambiarle mansione.
Questo post è per te, bigliettaia:
posso capire che anche tu puoi avere le tue giornate negative, che lavorare con il pubblico non è facile, che consideri un peccato dover lavorare i giorni di festa non potendoli condividere con i tuoi famigliari…
Posso capire tutto, ma non posso giustificarti. In che modo, trattar male me, fa star meglio te?
Non mi tirerai nella tua battaglia del malcontento, ti risponderò sempre con un sorriso, anche sarcastico.
Devi però essere consapevole che tu sei la prima persona che incontriamo entrando al Museo e, se tu mi tratti male, mi spingerai a darne un riscontro incrinato dall’amarezza, anche se ha un allestimento di tutto rispetto come il Museo Diffuso della Resistenza di Torino.
Punto.

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