“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” alle Fonderie Limone Moncalieri – 27 Gennaio 2019

La mia prima volta alle Fonderie Limone di Moncalieri. Teatro non molto grande, ma non per questo secondario per il calendario degli spettacoli, infatti è all’interno del circuito del Teatro Stabile Torino ed è una struttura egregiamente ristrutturata e gestita.

Un paio di mesi fa My Mother mi ha passato “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon, essendole piaciuto tantissimo. Tanto per cambiare, però, è ancora lì ad aspettarmi (prima o poi riuscirò a smaltire l’arretrato??!?!! 🤔). Scegliendo il suo regalo di Natale (ormai è consuetudine che, ogni anno, io scelga, come regalo per noi due, il biglietto per uno spettacolo teatrale che cerco con cura. Il mio obiettivo è dedicare una giornata a noi due, rendendola speciale potendo condividere belle sensazioni ed un po’ di cibo … per sfamare anima e corpo. Non pensate sia un regalo “da ricchi”. Al di là dei portali dei vari teatri, visitando siti specifici come vivaticket o happyticket, oltre al conosciutissimo ticketone, si possono trovare eventi per tutte le tasche. Quest’anno ho speso un po’ di più, considerando i 28 euro a biglietto, ma ci sono stati anni che ho trovato anche spettacoli a 15 euro, compresa la prevendita. Vi porto anche ad esempio gli spettacoli che, da 3 anni a questa parte, regalo a Big Sister e a tutta la sua famiglia: 4 biglietti al Teatro Carignano di Torino per lo spettacolo per bambini con posto non numerato a 20 € per tutta la famiglia. Cos’altro potete comprare per 5 € a persona? In questo caso, per di più, regalate un’esperienza unica ed irripetibile), ho fatto cinquina perché ho proprio trovato la messa in scena del libro di Haddon.

E ieri ci siamo andate.

[Clicca qui per il video di presentazione dello spettacolo]

Spettacolo veramente suggestivo e My Mother, avendo già letto il libro, ha apprezzato la fedeltà dell’adattamento teatrale di Simon Stephens con l’opera letteraria. Pregevole la bravura degli attori, soprattutto di Daniele Fedeli nel ruolo di Christopher, perché non era affatto facile rendere in maniera credibile e senza cadere negli stereotipi un quindicenne con la Sindrome di Asperger. Dieci attori in scena, ma molti di più i personaggi da interpretare, come innumerevoli sono i cambi di scena, splendidamente resi con una scenografia minimale, principalmente consistente in tre maxi teloni, dove sono stati proiettati filmati per tutta la durata dello spettacolo. Perfetto intreccio di teatro, video e musica, in una rappresentazione in cui le battute recitate in scena si sono alternate in modo scorrevole a stralci registrati in una consecutio armoniosa che ha permesso allo spettatore di apprezzare nel suo insieme la narrazione, nonostante la complessità della trama.

Un grande applauso alla compagnia Teatro Elfo Puccini per la bravura dimostrata e per averci regalato due ore e mezza veramente appassionanti!!

“L’amico immaginario” Matthew Dicks

 

“Strano: gli insegnanti vanno all’universitá tutti quegli anni per imparare a fare i maestri, eppure alcuni di loro non imparano mai le cose più semplici. Come per esempio a far ridere i bambini. E fargli capire che gli vuoi bene” (pag. 15)

Sono particolarmente sensibile alle tematiche inerenti le disabilitá ma, leggendo “L’amico immaginario” di Matthew Dicks, ho trovato molto di più. Ho potuto avvicinarmi ad una storia avvincente, che tocca l’autismo con dolcezza e rispetto, senza banalitá e, per la prima volta nella mia vita, il tutto è narrato dal punto di vista di un “amico immaginario”. Che bellezza!
Il romanzo ha piacevolmente cullato alcune ore della mia vita, fornendomi validi spunti di riflessione e facendo germogliare in me nuovi quesiti, pronti per essere approfonditi.
Ve lo consiglio.

“A volte penso che le persone pulite e organizzate passano troppo tempo a programmare le cose e troppo poco a farle. Non mi fido delle persone pulite ed organizzate.” (pag.112)

“SIRENA mezzo pesante in movimento” Barbara Garlaschelli

Sirena Garlaschelli

Salani Editore, 10 euro

Scatta il confronto, per lo meno iniziale, con “Apnea” di Lorenzo Amurri, recensito due settimane fa: Barbara e Lorenzo, entrambi con una lesione midollare all’altezza della 5° vertebra cervicale, entrambi tetraplegici a causa di un trauma. Ma Barbara non è Lorenzo e “SIRENA mezzo pesante in movimento” permette di aggiungere un tassello nella conoscenza di un mondo che i “normodotati” possono solamente immaginare, troppo spesso sbagliando.

“”Dovete considerarvi persone normali, sta dicendo il dottore. E’ strabico, e capisci che detto da una persona come lui la cosa fa ridere. Normali. Pensi che hai sempre detestato questa parola e non capisci per quali motivi la dovresti indossare ora, ora che la distinzione dagli altri si afferma visibilmente. Non è normale aggirarsi per il mondo su due ruote grandi e due piccole, e allora perché tentare una lotta che sarebbe perdente per affermare un valore di normalità che non ti è mai appartenuto?
Sei su una sedia a rotelle e ciò ti rende diversa dalla maggior parte delle persone. Ciò che comprendi con assoluta e potente lucidità è che questa diversità deve diventare la tua forza.” (4° pagina di copertina)

“Apnea” Lorenzo Amurri (Selezione LXVII Premio Strega 2013)

FanLibri

Per poter capire il mondo della disabilità bisogna ascoltare la testimonianza di chi, ogni giorno, vive questa condizione.
“Apnea” è la storia di Lorenzo Amurri, dell’incidente che lo ha portato alla tetraplegìa e di come la sua vita è cambiata. Una narrazione autobiografica senza filtri, con sincerità, ironia e sarcasmo, donando splendidi spunti di riflessione.

“”Ai tetraplegici gli funziona tutto in mezzo alle gambe, ai paraplegici in gran parte no”
“Io sono paraplegico o tetraplegico?”
“Tetraplegico Lo, tu sei tetraplegico”
Lo aveva detto con una certa soddisfazione. Quella parola mi faceva una certa paura, mi descriveva e mi collocava in un luogo da dove non sarei più uscito, come un ladro in galera, ma io non avevo rubato niente, al contrario ero stato derubato.
[…]
Era stata una frase dettata dal dispiacere, non sapeva cosa dirmi per farmi coraggio e gli era sembrata una grande notizia, una luce da seguire nel buio pesto che mi circondava. In effetti era un’ottima notizia, ma per capirne l’importanza, ci sarebbe voluto ancora molto tempo” (Pagg. 14/15)

E’ un libro che tutti dovrebbero leggere.