“Women in Bali” al MAO di Torino

women-in-bali-2017
MAO – Museo di Arte Orientale
Via San Domenico 11, Torino
Dal 22 Luglio 2017 al 10 Settembre 2017
Biglietto intero: 10 € – Biglietto ridotto: 8 €
Gratuito con Abbonamento Musei e sicuramente fino ai 12 anni.

Le mostre fotografiche mi appassionano, sono un viaggio condiviso tra me ed il fotografo.
Osserva, si emoziona, fotografa ed emoziona me.
Provo anche una sana invidia per come riesce ad immortalare egregiamente ciò che vede, dando alla realtà una seconda vita con le sue foto. A me non riesce così bene, se non per sbaglio. Lo so, se sto guardando una mostra , si presume che le abilità dell’artista siano superiori alla media, ma temo che le mie ne siano al di sotto. Ma il mio ego non ne risulta intaccato, non possiamo essere tutti abili in tutto. Mi sento anzi motivata ad impegnarmi in ciò in cui posso riuscire, puntando ad emozionare come lo sono io in questo momento.
Un “viaggio fotografico” che vi consiglio di cuore è “Women in Bali”, così descritto nel comunicato stampa presente su guidatorino.com : Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, nell’isola dove l’acqua è ancora venerata come sacra origine della vita e come elemento di purificazione.”
Colori, donne e natura che coabitano in armonia, sguardi dolci ed anche pieni di orgoglio.

 

8 Marzo: Voglio e NON Voglio

8_03_1908 E

Oggi non voglio festeggiare, in realta’ mi pare che non ci siano i presupposti per festeggiare il mio essere donna neppure nel resto dell’anno. Purtroppo, nella nostra società, essere donna è troppo spesso associato ad eventi negativi e traumatici; siamo soggette a discriminazioni e soprusi, sottoposte a violenze fisiche e psicologiche.

femminicidio 1

 

La mia identità di donna è ancorata allo status di moglie e madre, come se sposarsi e procreare non fosse la risposta ad una scelta consapevole basata sulla storia personale , bensi’ un percorso obbligato volto a mostrare lo status di donna realizzata e appagata.

Non voglio la mimosa, non voglio i tuoi auguri, non voglio essere portata fuori a cena, non voglio essere trattata da principessa l’8 Marzo, ma pretendo che tu mi rispetti ogni giorno della mia vita.

Non sono una principessa, non sto cercando il principe azzurro, chiedo di poter accedere alle stesse opportunità degli uomini:

Voglio potermi vestire come mi va, senza essere accusata di voler catturare lo sguardo maschile nel mio decolte’ .

Voglio essere scorbutica e noiosa senza che mi venga chiesto se, per caso, sono “in quei giorni lì”.

Voglio potermi arrabbiare senza essere bollata come frigida, invitata “gentilmente”a fare più sesso.Essere donna non e’ sinonimo di dolcezza , remissivita’ e sottomissione.

Voglio poter essere grintosa ed autonoma senza essere additata come “maschiaccio”.

Voglio poter chiedere aiuto senza poi sentirmi dire “già … voi donne fate tanto le fighe indipendenti e poi, senza noi uomini, non sareste in grado di far nulla”.

Voglio non essere obbligata a lavorare il doppio per ottenere la metà.

Voglio poter guadagnare più del mio uomo senza sentirmi in colpa perché la sua virilità vacilla.

Voglio che una donna non si senta obbligata a stare con un uomo che la maltratta perche’ pensa di essere lei sbagliata e di meritarsi il suo disprezzo e la sua violenza fisica e psicologica.

Voglio che una donna quando abbandona l’uomo che le fa del male, trovi nella societa’ il supporto necessario per poter ricominciare.

Voglio non essere additata come zitella solo perché non ho accettato di vivere accanto ad un uomo solo per non stare da sola.

Voglio non dover aver paura a rientrare da sola a casa, di notte.

Voglio che ogni donna rammenti il “perché” è stata istituita questa giornata e la commemori con uno spazio di pensiero silenzioso che confermi la consapevolezza di dover lottare tutto l’anno per la sua dignita’ e per un posto al sole.

Voglio che ogni donna non si accontenti di una serata di eccessi per recuperare a 364 giorni di prigionia.

Voglio donne appagate, stimate, comprese e difese, sempre.

Voglio che le donne si approprino della loro la meta’ del cielo e la gestiscano.

8marzo

“Ave Mary” Murgia

murgia_signorile                   M. MURGIA          L. SIGNORILE

Mi sono approcciata a “Sex and the cita”, evento condotto da Michela MURGIA e Lisa SIGNORILE in versione dialogata all’interno del cartellone di Torino Spiritualità 2016, esclusivamente per curiosità verso l’argomento trattato e non piuttosto, come sarebbe potuto accadere, per aver visto la Murgia sul piccolo schermo (… anche perché, per scelta, non posseggo la televisione ). Mi affascinava la contrapposizione scienza/teologia nel trattare l’argomento anche se, lo ammetto ,non conoscendo la Murgia, temevo di trovarmi di fronte ad una teologa convinta della supremazia della “religiosità” rispetto alle altre facce dell’esistenza umana. Che tristezza per me scoprire di essere io stessa vittima di preconcetti e stereotipi: la vita è una strepitosa maestra e, nel bene e nel male, ci fornisce continue lezioni sulla difficolta’ per le aspettative di essere raggiunte. Quell’incontro / dialogo è stato veramente interessante, gestito con sapienza ed ironia da entrambe le relatrici. Sono uscita dall’Aula Magna della Cavallerizza di Torino con il desiderio di conoscerle meglio e ho iniziato cercando la biografia della Murgia.

Sono così approdata ad “Ave Mary”: l’ho scelto tenendolo in mano, leggendone la trama sulla copertina, aprendolo e leggendone alcuni passaggi (… lo so, purtroppo posso sembrare ripetitiva nella mia “crociata” a favore dei libri stampati.Portate pazienza, la passione è passione!). Inizialmente si è trattato di curiosità (che, in effetti, si dice essere donna), ma, una volta terminato, posso affermare con sicurezza che è stato un ottimo investimento! (Edizioni ET Einaudi, 11 euro oppure usato,ad esempio al Libraccio, a 5,94 euro).

Non avrei mai pensato che una teologa credente potesse pensare e tantomeno scrivere un libro così schietto, obiettivo e anche critico verso la religione. A quanto pare mi sbagliavo ipotizzando che abbracciare una religione, qualunque essa sia, significasse anche sovrastimare il cuore e spegnere la “ratio”. Ho potuto leggere un’analisi schietta, chiara, razionale, sociale, storica e, onde possibile, ironica del ruolo della donna all’interno della chiesa e della religione cristiana. La scrittrice sarda ha saputo fornire, con una scrittura scorrevole e piacevole, un quantitativo di informazioni che ignoravo completamente, fornendomi nuovi spunti di riflessione.

ave-mary

Io, gli uomini & la city

Nell’era in cui la maggior parte delle persone si rifugia nella tecnologia per ritagliare una personale nicchia di vita, inacessibile agli altri, oppure utilizza i nuovi strumenti tecnologici per accrescere la cerchia di “amicizie”, io mi trovo, invece, ad esaminare e valutare la mia capacita’ di relazione con l’altra parte del cielo. Non mi valuto una persona facile o remissiva e gli anni trascorsi vivendo sola mi hanno trasformata in una “Social-Istrice-Femminista”.
Un’amica, magari stimolata dai miei dubbi, ha tentato una lettura critica e forse dura del mio atteggiamento con gli uomini, che mi ha portato a pormi altre domande.
“Sei una donna forte”  ha detto “indipendente, che colora la sua vita di arte, cultura e sociale. Questa caratteristica spaventa l’uomo comune e lo allontana”
Ma allora, mi chiedo, è sempre stato così o magari ad un certo punto gli uomini hanno scelto di non volersi più confrontare con le donne ad un livello paritario? Preferiscono forse occuparsi “amorevolmente”di una fanciulla debole e insicura che riconosce in loro il ruolo di essere superiore?
Queste premesse , pero’, troppo spesso originano un rapporto malato che trascina la coppia in risvolti violenti.
La cultura che diventa conoscenza dovrebbe unire non dividere, dovrebbe rappresentare uno stimolo per concretizzare un arricchimento reciproco della convivenza.
Una coppia deve sentirsi coinvolta nel percorso di crescita che l’accompagna e questa complicità di intenti si crea solo con un profondo rispetto reciproco.
In sintesi: Sono io che ho allontanato i miei partner con essessive richieste di parallelismo sessuale o sono loro che mi hanno deluso per l’incapacita’ di comprendere il mio bisogno di volare? Il territorio chi l’ha segnato: io o loro?
I dubbi permangono.