“La rivoluzione del coniglio”: una rivoluzione alla portata di tutti.

 

La rivoluzione del coniglio 1

Non è necessario essere buddisti, omosessuali o avere un’importante malattia per leggere “La rivoluzione del coniglio” di Antonello Dose. Bisogna però essere curiosi e predisposti ad accogliere a cuore aperto la storia di un uomo, con la sua personale rivoluzione.
E’ arricchente l’opportunità di immergersi in un libro, soprattutto quando narra una storia vera, e scoprire pensieri e riflessioni che mi appartengono, seppur vivendo una situazione completamente diversa rispetto all’autore. Trovare punti di contatto nella diversità è la dimostrazione che l’uguaglianza, intesa come omologazione statica di caratteristiche stereotipate, è il rassicurante giardino di chi cerca certezze nelle apparenze.
E’ stupefacente crescere grazie al confronto, come il sentire risuonare lo spirito nella comunione di intenti.
Vi invito alla lettura de “La rivoluzione del coniglio” con animo attento e privo di pregiudizi . Scoprirete che, affrontando consapevolmente le avversità della vita, possiamo collaborare alla costruzione di un mondo nuovo, dove l’uomo può vivere la quotidianità con benignità.

“Quando la nostra determinazione cambia, tutto comincerà a muoversi nella direzione che desideriamo. Nel momento in cui decidiamo di essere vittoriosi, ogni nervo e fibra del nostro essere si dirigerà immediatamente verso il nostro successo. Se invece pensiamo che “non ce la farò mai” allora, in quell’istante, ogni nostra cellula sarà come svuotata e soccomberà” (“La rivoluzione del coniglio” Antonello Dose – Mondadori pagg. 114/115)

Antonello Dose presenta “La rivoluzione del coniglio”

Non potevo perdermi la sua presentazione.
Mi sono resa conto di non  poterla perdere anche quando ho scoperto che non vi avrei assistito direttamente nella Sala Grande (Circolo dei Lettori), dove c’era anche lui, ma dall’attigua Sala della Musica, in conferenza simultanea. Non mi era bastato arrivare mezz’ora prima, visto l’ imponente afflusso di gente.

Una vocina interna continuava a ripetermi :“Resta. Resta. Resta”. Non era una cantilena, non aveva accenti  imperativi, solo mi tratteneva coinvolgente ; mi blandiva e da vocina  saggia mi consigliava  per il meglio.
Le vocine interne hanno spesso ragione e noi dovremmo dar loro retta più di frequente.

Antonello Dose

Non posso e voglio entrare nello specifico della scintilla che può aver acceso in me il Dose (… la mia educazione mi spinge ad utilizzare, per il momento, una modalità espressiva  di rispettosa “ufficialità”,  non posso pero’ garantire di mantenere tale attenzione anche dopo la lettura del libro … spero, in tal caso, di non offenderlo. Non sarà, da parte mia, una mancanza di rispetto, ma una maggiore consapevolezza di ciò che ho iniziato a comprendere ieri).

L’acquisto del  libro alla fine di una presentazione non e’ mai scontato, ma questa volta non ho avuto remore e non vedo l’ora di leggerlo perché, mio caro Dose, hai il dono di trasmettere con passione ciò che sei e l’abilità in ciò che fai è lampante, nonostante ciò che hai detto pensare di te.

La mia determinazione ad assistere alla presentazione de “La rivoluzione del coniglio”, stimolata anche dalla vocina interiore, proprio in questo periodo della mia vita: ci sarà un perchè.
… Le persone si incontrano al momento giusto …