“Vivo d’arte” concorso per giovani artisti italiani all’estero – Scadenza 31 Marzo 2019

vivo_darte_social
Sito
Scarica il bando per sapere come partecipare al concorso

Lo so:
– la scadenza al 31 Marzo 2019 è molto vicina
– “purtroppo” è un bando/concorso riservato a coloro che sono residenti all’Estero
– se avete più di 36 anni non potete partecipare
Ma:
questo è un progetto che rispecchia perfettamente uno degli intenti di smicol e quindi, quando stamane ne sono vennuta a conoscenza, non ho potuto esimermi dal parlarvene.
Per cui:
– siete nati dal 1983?
– siete artisti?
– risiedete all’estero?
NON PERDETE TEMPO E METTETEVI ALL’OPERA! (clicca qui per accedere al bando)

logo_premio_vivo_d_arte_0

Metti una domenica di sole a Torino…tra arte ed artisti di strada

È un vero piacere uscire di casa in quest’inverno così anomalo che sta volgendo al termine, che assomiglia più ad una primavera anticipata e con temperature più simili ad un inizio estate.

Allegerite dalle pesanti giacche perché riscaldate da questo bel sole, le persone si riversano in strada sorridendo e chiaccherando amabilmente, molto spesso gustando un cono gelato multicolore.

Questa cappella introduttiva potrebbe anche essere, di per sé, una piccola riflessione sui cambi climatici e sulle modifiche comportamentali dei torinesi che si stanno dimostrando meno “chiusi” di quel che si potrebbe pensare (ndsmicol: modifica comportamentale parziale, lo ammetto, ma sono ottimista 😉), ma, in realtà, la vera notizia è l’immagine che mi si apre davanti agli occhi mettendo piede in piazza Castello

Per entrare a Palazzo Madama c’è una coda mai vista prima.

È la coda delle “grandi temporanee” o tipica del Museo del Cinema.

Mi viene un botto d’orgoglio e penso “Bene, ce la stiamo facendo!”.

Ma io non sono paziente e quindi non mi fermo in coda e tiro dritto verso Palazzo Chiablese per la temporanea su Armando Testa (ndsmicol: la mostra è stata prorogata fino a Domenica 17 Marzo) , di cui vi parlerò nel mio prossimo articolo.

Uscendo da Piazzetta Reale, ho scoperto che, di fronte alla coda per entrare a Palazzo Madama, che continua ad essere importante (ma, sapete per caso da cosa possa essere motivata?!?)

si è creato un assembramento di gente.

Non resisto e vado a curiosare…

È un artista di strada, per la precisione un “fachiro nostrano”.

Oggi Piazza Castello mi ha dimostrato che Torino sta prendendo un andazzo che proprio mi piace 🤗

… Peccato però che ci siano ancora degli aspetti da correggere…

… Ma ce la possiamo fare 😉

“Le case e le cose” Compagnia di San Paolo

le-case-le-cose-catalogo-mostra-f1563

In una Torino che si sta splendidamente muovendo allontanandosi, seppur lentamente, dal suo passato tristemente vincolato a doppia mandata, ma fortunatamente sempre più lontano, di figlia unica di mamma nota: la Fiat (ormai FCA, da quando è stata definitivamente esternalizzata fuori dai confini Nazionali), la Compagnia di San Paolo continua a dimostrarsi un importante ed imprescindibile perno di questo percorso culturale cittadino.
Con il passare degli anni ho avuto modo di apprezzare direttamente diversi progetti ideati o promossi dalla Compagnia di San Paolo (un paio d’anni fa vi parlai di uno di essi, il Progetto HOUSING, in occasione della decorrenza del decennale) ed oggi desidero parlarvi di “Le case e le cose”, temporanea nata grazie all’appassionato e certosino lavoro delle dipendenti dell’Archivio Storico della Compagnia e tenutasi nei suoi locali, siti in piazza Bernini a Torino.

Punto di partenza e fulcro sono i documenti dell’Archivio Storico legati all’emanazione delle leggi razziali del Novembre 1938. La bellezza di questa mostra è che i documenti sono la base di questa esposizione, fornendole una connotazione storica ed oggettività, ma questi aspetti cedono quasi subito il passo all’empatia. Ci si ritrova davanti ai destini incrociati delle persone, private delle loro case e degli oggetti che rappresentano la loro quotidianità, essenza della vita stessa. I deportati ed i fuggiaschi che, riusciti a sopravvivere alla guerra, sono tornati per cercare di riappropriarsi di una “normalità” perduta, scoprono che la loro resistenza deve continuare. Dopo essere riusciti a rimanere vivi, devono cercare di riappropriarsi della propria identità.

Il lavoro preciso effettuatto dalla Compagnia di San Paolo durante le confische ha facilitato la burocrazia di questa fase, ma il dolore no.

Ora come allora.

Potete immaginare l’emozione di chi, davanti a questi documenti, ritrova un pezzo della vita di un parente o di un amico, e quindi anche una parte della sua storia. Perché ciò che è stato influenzerà ciò che saremo.

Informatevi, leggete, guardate ed impedite agli errori del passato di ripresentarsi.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” alle Fonderie Limone Moncalieri – 27 Gennaio 2019

La mia prima volta alle Fonderie Limone di Moncalieri. Teatro non molto grande, ma non per questo secondario per il calendario degli spettacoli, infatti è all’interno del circuito del Teatro Stabile Torino ed è una struttura egregiamente ristrutturata e gestita.

Un paio di mesi fa My Mother mi ha passato “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon, essendole piaciuto tantissimo. Tanto per cambiare, però, è ancora lì ad aspettarmi (prima o poi riuscirò a smaltire l’arretrato??!?!! 🤔). Scegliendo il suo regalo di Natale (ormai è consuetudine che, ogni anno, io scelga, come regalo per noi due, il biglietto per uno spettacolo teatrale che cerco con cura. Il mio obiettivo è dedicare una giornata a noi due, rendendola speciale potendo condividere belle sensazioni ed un po’ di cibo … per sfamare anima e corpo. Non pensate sia un regalo “da ricchi”. Al di là dei portali dei vari teatri, visitando siti specifici come vivaticket o happyticket, oltre al conosciutissimo ticketone, si possono trovare eventi per tutte le tasche. Quest’anno ho speso un po’ di più, considerando i 28 euro a biglietto, ma ci sono stati anni che ho trovato anche spettacoli a 15 euro, compresa la prevendita. Vi porto anche ad esempio gli spettacoli che, da 3 anni a questa parte, regalo a Big Sister e a tutta la sua famiglia: 4 biglietti al Teatro Carignano di Torino per lo spettacolo per bambini con posto non numerato a 20 € per tutta la famiglia. Cos’altro potete comprare per 5 € a persona? In questo caso, per di più, regalate un’esperienza unica ed irripetibile), ho fatto cinquina perché ho proprio trovato la messa in scena del libro di Haddon.

E ieri ci siamo andate.

[Clicca qui per il video di presentazione dello spettacolo]

Spettacolo veramente suggestivo e My Mother, avendo già letto il libro, ha apprezzato la fedeltà dell’adattamento teatrale di Simon Stephens con l’opera letteraria. Pregevole la bravura degli attori, soprattutto di Daniele Fedeli nel ruolo di Christopher, perché non era affatto facile rendere in maniera credibile e senza cadere negli stereotipi un quindicenne con la Sindrome di Asperger. Dieci attori in scena, ma molti di più i personaggi da interpretare, come innumerevoli sono i cambi di scena, splendidamente resi con una scenografia minimale, principalmente consistente in tre maxi teloni, dove sono stati proiettati filmati per tutta la durata dello spettacolo. Perfetto intreccio di teatro, video e musica, in una rappresentazione in cui le battute recitate in scena si sono alternate in modo scorrevole a stralci registrati in una consecutio armoniosa che ha permesso allo spettatore di apprezzare nel suo insieme la narrazione, nonostante la complessità della trama.

Un grande applauso alla compagnia Teatro Elfo Puccini per la bravura dimostrata e per averci regalato due ore e mezza veramente appassionanti!!

“Fiabe russe” Aleksandr N. Afanasjev

fiaberusse

Erroneamente, nel pensiero comune, le fiabe vengono relegate al mondo dell’infanzia. Nulla di più sbagliato.
Hanno invece grandi potenzialità ed utilizzi a qualsiasi età, permettendoci inoltre di avvicinarci alla cultura popolare dell’autore, perchè proprio al suo repertorio fa riferimento. Dovremmo tutti avere un moto di gratitudine nei confronti di scrittori come Aleksandr N. Afanasjev (come anche i più noti fratelli Grimm, Calvino, ….) perchè ci hanno fatto avere delle opere che altrimenti sarebbero probabilmente andate perse, per lo meno parzialmente, perchè tramandate esclusivamente oralmente.
Questa raccolta è il mio primo libro di fiabe russe. Ho potuto avere la controprova che, indipendentemente dal loro luogo di origine e dalla lunghezza della narrazione, hanno sempre il medesimo schema:
– c’è un eroe / eroina
– l’eroe / eroina ha una missione da compiere
– l’eroe / eroina ha delle risorse a cui può attingere per superare la missione (possono essere interne o esterne all’eroe /eroina, come anche reali piuttosto che magiche)
– si interpone un ostacolo al compimento della missione ( può essere, anche in questo caso, sia interno che esterno all’eroe / eroina, oppure può anche essere rappresentato dall’atteggiamento di un antieroe)
– come l’eroe / eroina affronta la missione
– finale

baba

Ho però scoperto che, proprio in relazione a dov’è “nata” la fiaba, la storia può variare, ed anche di molto. Le “Fiabe russe” di Aleksandr N. Afanasjev mi ha rivelato che, nelle narrazioni sovietiche, l’eroe è pressochè sempre maschile, che le risorse su cui può fare affidamento sono sempre magiche e spesso legate alla natura e che la coniuge dell’eroe, quand’esso è sposato, è frequentemente violenta e che viene “ripagata con la medesima moneta” nel finale e, ovviamente, non ci sono re, regine e principesse, ma zar e zarine.
C’è sempre da imparare, anche a quasi 40 anni, anche leggendo fiabe 🙂

afanasevAleksandr N. Afanasjev

“Vivete!” Stéphane Hessel

“Il suo libro “Indignatevi!” è stato il caso editoriale dello scorso anno. Nel giro di poco tempo è diventato il manifesto delle ultime azioni di protesta come Occupy Wall, ha ispirato il movimento degli Indignados e riportato nel dibattito civile una forte iniezione di entusiasmo.” (II di copertina)

Lo so, lo so, sarebbe stato meglio che iniziassi a leggere le opere di Stéphane Hessel da “Indignatevi!”, ma, spesso, non sono io a scegliere i libri e, soprattutto, quando leggerli. La mia relazione con loro è tutta “empatia e sentimenti” e poco cognitiva.

Prologo: io, 12 mesi fa circa, in convelescenza senza la possibilità di uscire per i miei acquisti natalizi, mi ritrovo a navigare su internet per svolgere la mia missione da “Babba Natale non a km zero, ma dallo zero movimento”.
Svolgimento: i primi siti a cui mi approccio sono proprio quelli dei libri perchè, fortunatamente, ci sono diverse persone del mio entourage che, come me, amano “vivere una vita parallela all’interno dei libri”. Tra i vari titoli da cui mi sono fatta attrarre c’era, per l’appunto, “Vivete!” di cui vi parlo oggi. Lo acquisto sapendo già a chi regalarlo, ma, forse a causa della mia poca lucidità per i problemi di salute (…o forse perchè, in quanto donna, sono una campionessa di “acquisto compulsivo”… ), per la persona in questione ho già acquistato un’altra paccata di cose, per cui, anche per egoismo, me lo tengo. Purtroppo il mio arretrato è tale che, momentaneamente, parcheggio “Vivete!” sulla libreria fino a quando non vorrà essere letto…adesso.
Epilogo: l’umanità di Hessel, la sua visione del mondo all’avanguardia, la sua spiritualità e tutti i princìpi che lo hanno motivato fino alla fine della sua vita, spingendolo anche a collaborare alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, trasudano in ogni risposta che ha dato alle domande postegli da Patrice Van Eersel. Ogni sua parola colpisce dritta al cuore, irradiandosi in tutto il resto del corpo, fornendo “carburante” positivo per il cervello e l’anima. In questo periodo storico ne abbiamo proprio bisogno. Un mondo migliore è possibile, ma solo se tutti ci crediamo e camminiamo uniti nella stessa direzione.

Intervista ad Alessandra Manina: “la Michelangelo” della Valsusa con la sua RicreAzione

Alessandra ManinaSito: ricreazione.jimdo.com – Facebook: RicreAzione
[Sul sito potete trovare, oltre alle foto delle creazioni di Alessandra, anche i suoi contatti e le date dei mercatini a cui partecipa]

Siamo San Giorio, un piccolo paesino della Valle di Susa (provincia di Torino), dove gli abitanti sono ancora strettamente legati al territorio ed a tutto ciò che esso regala. E’ qui che Alessandra vive e dove ha avuto la voglia e la capacità di inventarsi un lavoro, anche se lei fatica ancora a definirlo tale, tanta è la passione con cui regala una seconda vita a tutti quegli oggetti ormai in disuso e che la società capitalista considera ormai solo più immondizia.
E’ un’hobbista ( =“Chi si dedica con impegno e continuità a un hobby”) sorridente e dalle idee infinite.

Bulbi

1) Il tuo lavoro richiede un impegno creativo molto importante oppure sono gli oggetti in disuso a “parlarti”, proiettandosi già nella tua mente in ciò che possono diventare? (Come, ad esempio, l’opera teatrale per il regista?)
Il mio “lavoro” (ndsmicol: è tra virgolette perchè, appunto, lei fatica a considerarlo tale) richiede senza dubbio molto impegno, ma non nella fase creativa. Per me la creatività è tutto fuorchè impegnativa, lei fluisce, mi prende, mi avvolge ed incanala quelli che sono i miei movimenti. Quando prendo in mano un pezzo di legno, piuttosto che un pezzo di ferro rigorosamente arrugginito, ne tasto la consistenza, ne sento il profumo, lo sento ma soprattutto lo ascolto. Mi racconta la sua storia, quello che è stato e così, strada facendo, prende forma una realizzazione che può totalmente discordare da ciò che avevo in mente inizialmente. E’ una sorta di contaminazione tra quello che sono io, quello che era il pezzo di legno e quello che insieme possiamo diventare.

Appendino Posate

2) Dove reperisci la materia prima per le tue opere? Hai dei posti segreti oppure attingi esclusivamente dagli oggetti in disuso che hai in casa o che ti vengono donati dagli amici?
Finora il reperire la materia prima per i miei lavori non è mai stato un problema. Noi proveniamo da una tradizione contadina dove i vecchi attrezzi facevano parte della vita quotidiana. Mia nonna conservava tutto (oggi la si definirebbe accumulatrice seriale) e di questo non la ringrazierò mai abbastanza !!! Poi, nel corso del tempo, ho potuto contare sulla collaborazione di moltissimi amici che, conoscendo la mia passione, ogni qualvolta dovevano sgomberare vecchi fienili o stalle, mi rifornivano di materiale che loro definivano “ciarpame” ma che per me erano dei veri e propri “gioielli”. E non parlo, naturalmente, di pietre preziose o di oggetti di valore, ma, ad esempio, di vecchie porte malconce, di falci arrugginite e consunte, di chiodi storti.
Nella nostra splendida Valsusa ci sono moltissime costruzioni, site in borgate ormai disabitate, che stanno letteralmente cadendo a pezzi. Tali costruzioni sono spesso aperte, dimora di animali selvatici e, spessissimo, a rischio di crollo. Purtroppo, e ci ho provato più volte, è impossibile reperire i nominativi dei proprietari ai quali chiedere il permesso di accedervi. Si tratta di immobili passati attraverso due, tre o quattro successioni. Questo è un vero peccato, non solo per me e per il valore inestimabile che ritengo abbia quel materiale, ma anche per la nostra cultura, che rischia di perdere per sempre un patrimonio storico che andrebbe assolutamente salvaguardato. Tutto ciò mi mette tristezza ma senza il permesso dei proprietari io non posso e non voglio arrogarmi il diritto di visionare e tantomeno recuperare oggetti che non mi appartengono.

Specchio Finestra

3) Il tuo lavoro non si conclude con l’atto creativo, anzi. Si potrebbe dire che “il peggio deve ancora venire” perché, a questo punto, devi vendere le tue opere. Quanto è faticoso e cosa ti spinge (oltre, ovviamente, il discorso economico) a fare i mercatini, alzandoti prestissimo alla mattina, pensando soprattutto al periodo invernale in cui il clima non è particolarmente clemente?
Naturalmente il mio percorso non si conclude con l’atto creativo, ma non direi che il peggio deve ancora venire, anzi, è il meglio che deve ancora venire !!! E non mi riferisco naturalmente alle difficoltà che riscontro costantemente nelle vendite, quello ci sta, il periodo è quello che è per tutti, ed i prezzi che io applico non sono, volutamente, svalutati. Il lavoro è tanto e totalmente manuale. (ndsmicol: qui Alessandra vorrebbe aprire un capitolo a parte, ma si blocca per non uscire dal “seminario” della domanda). Quando dico che “il meglio deve ancora venire” mi riferisco alla bellezza e all’emozione che la promozione e l’eventuale vendita comportano. Quando, esponendo i miei lavori, le persone si fermano ad osservarli e a farmi domande, è una vera gioia perchè mi danno la possibilità di spiegare il percorso che mi ha portata a realizzare un pezzo specifico: dalle sensazioni che ho provato nel prendere in mano la materia prima, ai cambiamenti in corso d’opera, alle difficoltà e, non ultimo, il titolo che ho dato alla creazione. Si, perché ogni mia creazione, oltre ad essere unica ed originale, autenticata con firma e data , ha un titolo che ne racchiude l’essenza e che ne è la sintesi. Tutto ciò fa si che io affronti con entusiasmo anche quella che è la parte logistica dei mercatini, dall’alzarsi all’alba con qualsiasi condizione meteorologica, all’allestimento dell’esposizione, sempre diversa e sempre con un pezzo inedito. Quello che per ora non riesco, ancora, ad affrontare con il medesimo entusiasmo sono le lungaggini e le assurdità burocratiche che regolamentano i mercatini per gli hobbisti (ndsmicol:  anche qui Alessandra vorrebbe aprire un ulteriore capitolo….mi sa che quest’intervista non rimarrà unica, perchè Alessandra ha ancora molte cose da raccontarci…)

Lavagna Portaspezie