24 Agosto 2016 – 24 Agosto 2017

La Terra sta chiedendo il suo tributo per il nostro egoismo e la nostra incoscienza. La situazione è palesemente tragica. Sarebbe già dovuto essere chiaro dopo L’Aquila, invece no; si è ripetuto tutto un anno fa nelle Marche, in Umbria ed in Abruzzo. Esattamente con lo stesso modus operandi: inizialmente tutti fratelli delle popolazioni colpite, ma con il passare del tempo l’indignazione ed ogni sofferenza si sono affievolite, tranne che per coloro che non possono dimenticare perché non possono scappare dagli effetti della nostra noncuranza.
Sono già trascorsi alcuni giorni da questo lugubre anniversario e ciò che si vede e si legge è ancor più lugubre.
Pressoché nulla è cambiato.
Non condivido, ma posso capire che la burocrazia abbia un suo percorso che non si possa evitare (… anche se si potrebbe ridurre,no?!?), ma ad un certo punto la macchina degli interventi, quelli duraturi, permanenti, reali, dovrebbe mettersi in moto. Vivere non è sopravvivere, i problemi non si risolvono da soli con il passare del tempo, nascondere la testa sotto la sabbia non cancella i problemi, ma fa solo si che non li si veda.
Un amico mi ha detto che tendo a fare dei ragionamenti utopistici, io li ritengo invece eccessivamente terra a terra. Si può fare di meglio e lo si deve fare, basta volerlo; basta tirarsi su le maniche ed iniziare a lavorare.